GAS
- Uso corretto e consigli sulla sicurezza
E'
importantissimo conoscere e seguire alcune avvertenze
fondamentali per evitare problemi dovuti al cattivo
uso dell'impianto del gas, al fine di evitare spiacevoli
inconvenienti o anche tragici avvenimenti.
Cosa
fare:
Per tua sicurezza
chiama un tecnico ABILITATO per controllare la caldaia
prima di accenderla. Eviterai sprechi di metano e sarai
più tranquillo.
La presa d'aria
nel locale in cui si trova la caldaia, è INDISPENSABILE:
assicura il corretto ricambio dell'aria, che impedisce
la formazione del pericoloso Monossido di Carbonio,
responsabile di molti decessi.
Non fare da solo
le riparazioni all'impianto del gas: chiama un tecnico
autorizzato, e CHIEDI il certificato di abilitazione,
di cui deve essere in possesso, prima dell'intervento.
E' inutile riscaldare
l'abitazione se si è assenti per molte ore durante
il giorno: meglio utilizzare la termoregolazione.
Prima di andare in vacanza, chiudi il rubinetto del
gas: eviterai di temere di aver lasciato aperti lo scaldabagno
o la manopola del fornello.
Quando si accende
il fornello, bisogna farlo così: prima si accende
il fiammifero, lo si avvicina al bruciatore e poi si
accende il gas.
E' veramente importante
controllare il TUBO DI GOMMA che porta il gas al fornello:
sul tubo deve esserci stampata la DATA DI SCADENZA,
perché il tubo di gomma invecchia e lascia passare
il metano da fessure non visibili. Il tubo di gomma
dura al massimo 5 anni.
L'unico tubo da
utilizzare è quello con la stampiglatura: UNI/CIG
7140.
Fai attenzione anche
alle fascette di sicurezza che trattengono il tubo.
SE SI SENTE ODORE DI GAS,
COSA FARE?
Quando senti odore di gas:, non accendere la luce, non
suonare campanelli elettrici, non usare il telefono,
non accendere fiammiferi: APRI LE FINESTRE
e chiudi il rubinetto del contatore.
- COSA
NON SI DEVE FARE SE SI
SENTE ODORE DI GAS:
--non
azionare interruttori elettrici (luci, campanelli,
telefono …);
--non accendere fiamme e spegnere
quelle accese;
--aerare il locale creando correnti
d’aria;
--chiudere il rubinetto del contatore
del gas
COSA
NON SI DEVE FARE:
- --non
lasciare pentole con liquidi in ebollizione incustodite;
--per accendere la fiamma è bene avvicinare
il fiammifero o l’accendigas al fuoco a gas
prima di aprire il rubinetto del gas;
--se il bruciatore non si accende al primo tentativo,
chiudere il rubinetto e attendere qualche minuto
prima di ritentare.
A volte bastano pochi accorgimenti per evitare gravi
intossicazioni
Le
intossicazioni da monossido di carbonio (CO) sono pericolosissime,
a volte persino fatali. I maggiori responsabili di queste
emissioni tossiche, prodotte da non perfette combustioni
di composti di carbonio, sono ad esempio gli impianti
di riscaldamento autonomi, le stufe e talvolta, anche
i caminetti. Un controllo puntuale della caldaia fatto
da tecnici specializzati, una corretta installazione
degli apparecchi di combustione sommato ad un rivelatore
di gas nelle vicinanze della caldaia, il più
delle volte evita situazioni rischiose.
Il
CO è un gas incolore, inodore, insapore e non
irritante, che viene classificato come un asfissiante
chimico, la cui azione tossica è il risultato
diretto della mancanza di ossigeno nel sangue prodotta
da una certa esposizione al gas stesso. La sua tossicità
deriva dal fatto che nel momento in cui viene respirato
il gas riduce la capacità di portare ossigeno
del sangue e di conseguenza anche quella di portare
ossigeno ai tessuti. I più esposti alle intossicazioni
sono gli anemici (e in generale chi ha disfunzioni dell’emoglobina),
i sofferenti di ipossia dovuta a insufficienza respiratoria,
i sofferenti di disturbi del cuore e insufficienza vascolare
e chi ha bisogno di più ossigeno per febbre,
ipertiroidismo o gravidanza (nelle donne in attesa,
l’intossicazione è anche più pericolosa
perché non solo danneggia la madre ma anche per
il feto: il CO attraversa facilmente la barriera della
placenta e può danneggiare lo sviluppo del nascituro).
Un’esposizione
al CO non sempre si rivela fatale. Tutto dipende dai
minuti di esposizione al gas tossico ed alla sua concentrazione.
In principio, quando l’esposizione è ancora
bassa, il CO provoca disturbi all’apparenza innocui
come mal di testa, nausea e sonnolenza. E’ importantissimo
quindi non sottovalutare questa sintomatologia perché
man mano che i minuti di esposizione aumentano i sintomi
si fanno più gravi passando dal vomito al collasso
fino ad arrivare al coma e successivamente anche alla
morte. E’ quindi durante le ore notturne, nel
momento del sonno, che un’eventuale emissione
tossica può rivelarsi letale. Ed è proprio
durante queste ore che un rivelatore di gas può
salvarci la vita.